Quali
sono e in che modo si quantificano i vantaggi che una pubblicità su Internet può portare ad una azienda che investe in
questo settore, cosa diventerà Internet e poi.
ne vale veramente la pena?
Internet è qualcosa che, ad una velocità impressionante ed in maniera non sempre avvertibile sta cambiando il modo di
vivere, di lavorare, di studiare di miliardi di persone.
E' stata definita una delle maggiori rivoluzioni culturali del nostro secolo; i media parlano in continuazione di
superstrade delle informazioni, cyberspazio, Rete (con la R maiuscola); i vertici politici di tutti i paesi ad economia
avanzata la considerano strategica per le sue implicazioni socioeconomiche (negli U.S.A.il responsabile dei progetti di
sviluppo governativi su Internet è addirittura il vice presiedente Al Gore); i maggiori gruppi economici vi investono
enormi capitali, e la quantità di istituzioni scientifiche, accademiche e culturali che la utilizzano è enorme.
All'interno della Rete chiunque è reperibile, può essere visto, può creare il proprio spazio e può pubblicizzare
efficacemente e vendere i propri prodotti, a patto che il servizio sia strutturato in maniera intelligente ed
accattivante.
La creazione di un sito Internet richiede un ampio raggio di professionalità e competenze: dall'informatica pura, alla
grafica, dalla fotografia al saper scrivere testi, magari in altre lingue, il tutto è amalgamato armonicamente da
una ben precisa strategia comunicativa.
La pubblicità su Internet è diversa dalla pubblicità tradizionale; per sfruttare tutti i benefici di questo nuovo e
potente veicolo di comunicazione e business come strumento di marketing è indispensabile rivedere i meccanismi e il
linguaggio della pubblicità tradizionale evitando di effettuare un semplice "trasporto" delle metodologie di
utilizzo dei media televisivi, radiofonici ed editoriali.
Sulla Rete, a differenza di quanto accade con i media tradizionali il consumatore non è più un soggetto passivo, ma l’interattività
propria del mezzo gli conferisce un nuovo ruolo, paritario rispetto a quello dell’azienda che fa marketing, per cui va
visto prima come interlocutore e poi come (potenziale) consumatore.
Il navigatore Internet è un soggetto culturalmente evoluto, capace di bocciare clamorosamente qualsiasi proposta che in
qualche modo offenda la sua intelligenza.
Un sito insomma deve essere qualcosa di interessante e appetibile, deve essere molto curato e deve contenere qualcosa
che attiri l'attenzione.
Un prodotto così strutturato e con tali requisiti qualitativi è purtroppo alla portata di grandi aziende che possono
affrontare gli alti costi che la sua realizzazione comporta.
Per questo motivo Internet brulica di siti "brutti", elementari e tutt'altro che ben fatti.
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